Di seguito riportiamo l’intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.

Il Ftse Mib oggi rimbalza dopo i cali delle ultime sedute. La discesa si può considerare conclusa o si aspetta nuovi cali?

Quando il Ftse Mib ha toccato area 22.000 ha reagito in maniera molto precisa su questa soglia che apparentemente era solo psicologica, ma in realtà era anche tecnica secondo l’analisi di Fibonacci.

Continuo a pensare che Piazza Affari fosse troppo tirata verso l’alto e alla fine il ribasso finalmente è avvenuto, grazie all’innesco delle dichiarazioni di Trump, che hanno rappresentato quasi una scusa per far partire il movimento discendente.

Da questo momento in poi classifico il mercato come ribassista, quindi a livello operativo, come sto già facendo da alcuni giorni, vendo al ribasso.

Qualunque rimbalzo ci sarà, come quello di oggi, che appare comunque fisiologico perchè i mercati fanno sempre delle pause tanto in salita quanto in discesa, sarà da sfruttare per trovare aree di vendita.

Non sono più un compratore di debolezza come era giusto fare in un trend rialzista, ma ora sono un venditore di forza, ove quest’ultima si palesi.

Il ribasso del Ftse Mib ha spazio almeno fino ai 20.500 punti e in seguito in direzione dei 19.980 punti, quindi la prima fase ribassista non è assolutamente esaurita.

Qualora si dovesse concretizzare il rimbalzo, mi auguro che il Ftse Mib vada ad impattare delle resistenze decente, perchè in quel caso sulla evidente forza potrei nuovamente cominciare a vendere.

Mi sono posizionato al 70% short su Piazza Affari quando il Ftse Mib ha rotto i 21.750 punti, ma ora ho ridotto al 20% le mie posizioni, quindi sono quasi liquido e vorrei rientrare, sempre al ribasso, a prezzi più favorevoli.

Se l’indice dovesse regalarci un test della prima resistenza in area 21.500/21.600, in quel caso a mio avviso bisognerà guardare con attenzione e interesse allo short selling.

Per me il mercato ha rotto al ribasso e l’atteggiamento dell’investitore deve diametralmente cambiare e se è stato abituato giustamente a comprare la debolezza nella fase rialzista precedente, adesso, salvo ritirarsi per qualche mese, deve imparare a vendere la forza e posizionarsi al ribasso.

Questo è quanto mi preparo a fare nelle settimane a venire, mentre chi non lo sa fare o non vuole farlo, deve ritirarsi dal mercato e aspettare.

Banco BPM resta al palo dopo il crollo di ieri, mentre Bper Banca sta provando a spingersi in avanti dopo un avvio debole sulla scia dei conti. Qual è la sua view su questi due titoli?

Banco BPM prima della divulgazione della trimestrale si era fermato sul primo supporto dinamico in area 1,97/1,96 euro, Dopo i conti il titolo ha rotto il supporto, con un gap-down che ha portato ad una forte accelerazione ribassista.

Come è visibile dal grafico, la zona prezzo attuale non è interessante e non si può dire che il titolo abbia esaurito la sua spinta ribassista.

Se dovessi tornare a valutare Banco BPM in ottica di compratore lo aspetterei in area 1,7 euro, dove transita un bel supporto dinamico.

Anche in questo però è valido quanto detto prima, cioè più che cercare occasioni d’acquisto attualmente bisognerà guardare ad opportunità di vendita.

Banco BPM è già partito al ribasso e non offre più un rapporto rischio-rendimento interessante.

In caso di prodigioso recupero che dovesse riportare i corsi in area 1,97 euro, sarò pronto a vendere il titolo, mentre per chi lo vuole comprare non mi sembra questo il momento adatto.

Bisognerà attendere per Banco BPM il test del supporto cruciale in zona 1,7 euro, non prima.

Bper Banca a differenza di Banco BPM mantiene una chiara impostazione rialzista ed è peraltro uno dei pochi nel settore bancario ancora salvo.

Con il minimo di questa mattina il titolo non si è fermato in una zona causale, perchè ha testato con precisione millimetrica il supporto dinamico che stiamo monitorando da tempo.

Se si punta su un rimbalzo di Piazza Affari allora Bper Banca è un buy long per chi cerca occasioni di acquisto, visto che il titolo offre un’opportunità di ingresso con un rapporto rischio-rendimento molto interessante.

Si può comprare Bper Banca ai prezzi attuali con stop sui minimi di oggi e puntando ad un potenziale apprezzamento quantomeno verso area 4,4 euro se non addirittura 4,45 euro.

Fca viaggia ormai ad un passo dai 13 euro. I livelli attuali sono interessanti per un posizionamento long sul titolo?

La volatilità che in tempi recenti ha interessato Fca mi ha messo in una crisi tecnico-grafica non indifferente e faccio fatica a classificarla. Sono riuscito a racchiudere le evoluzioni di Fca in un’area triangolare che mi sembra abbia un buon supporto dinamico in zona 12,75 euro.

C’è ancora un piccolo spazio di discesa e area 12,75 euro potrebbe offrire una buona opportunità long con stop stretto poco sotto e potenziale target a 13,3/13,4 euro prima e in seguito a 14,5 euro.

Se dovessi provare un long su Fca lo farei comunque su un supporto preciso, a 12,75 euro, e non cercherei di anticipare l’ingresso.

Telecom Italia ha patito le vendite ancor prima del recente ribasso del Ftse Mib. Quali indicazioni ci può fornire per questo titolo?

Nei mesi scorsi ci siamo espressi su Telecom Italia in un’intervista che ha avuto grande eco e risalto, perchè in quell’occasione avevamo paventato in maniera abbastanza coscienziosa la debolezza del titolo.

Non sono sorpreso del ribasso, ma devo dire che sto seguendo Telecom Italia da alcuni oggi in ottica squisitamente speculativa e non da cassettista. Se è vero che l’innesco discendente è nato con una divergenza ribassista, adesso il titolo ne sta disegnando una rialzista.

Telecom Italia è uno dei pochi titoli, in ottica speculativa, che se dovesse regalare un rimbalzo con una chiusura sopra 0,483 euro, diventerà un buy da cogliere.

Su questo titolo mi preparo a comprare, ma solo se vedrò forza, e questa è una delle eccezioni alla mia volontà di rimanere ribassista su Piazza Affari.

Telecom Italia è partito al ribasso in anticipo rispetto al mercato e ora se romperà la resistenza a 0,483 euro diventerà un buy appetibile.

Azimut ha ripreso oggi la via dei guadagni dopo l’affondo di ieri seguito alla diffusione della trimestrale. Il titolo è pronto per tornare a correre?

Se il Ftse Mib, come penso, ha innescato una chiave ribassista di medio-lungo termine, allora Azimut sarà destinato a soffrire nei prossimi mesi.

Se al contrario la mia idea si rivelasse balzana, un ritorno del titolo sopra area 18 euro rappresenterebbe nuovamente una spinta al rialzo.

Allo stato attuale però non sfuggirà all’occhio esperto che Azimut sta realizzando un pull-back potenzialmente ribassista.

E’ un peccato che questo arrivi in una giornata di recupero di Piazza Affari, perchè se questo pull-back si fosse concretizzato con un mercato meno propenso a ricoprire le posizioni short, allora avrei venduto Azimut senza grandi dubbi.

Il Ftse Mib oggi non sta mostrando segnali di accelerazione ribassista, ma il movimento odierno di Azimut dopo il sell-off di ieri è tecnicamente perfetto di pull-back ribassista.

Un tentativo short sul titolo ci può stare e può avere una grande probabilità di successo se la mia view negativa sul mercato sarà confermata.

In caso contrario Azimut sarebbe uno dei primi titoli a continuare a salire, ma faccio notare che l’ascesa da inizio anno è avvenuta in maniera parallela a quello dell’indice Ftse Mib.

Di conseguenza, se davvero il mercato tirerà il fiato, Azimut perderà quota ed è quello su cui onestamente punto.